Quali sono gli effetti dell’invecchiamento sul corpo umano?

Three generations posing with outstretched arms in a playful studio shoot.

Tradizionalmente  si associa l’inizio della vecchiaia a 65 anni, ma si tratta di un valore piuttosto arbitrario: l’età cronologica non sempre corrisponde all’età biologica o psicologica.

Ma è un valore molto arbitrario, perché anche se a livello cronologico si può essere considerati anziani, magari grazie allo stile di vita c’è chi porta bene la sua età e chi meno. 

Ma andiamo a vedere quali cambiamenti ci sono nel corpo umano!

Cambiamenti del corpo causati dall’invecchiamento

Il corpo umano con l’aumentare dell’età inizia un lento declino, a partire dai suoi organi e dalle cellule che li compongono. Con l’invecchiamento le cellule possono funzionare meno bene, o addirittura in alcuni organi come fegato o reni, quando le cellule muoiono non vengono sostituite e quindi il loro numero diminuisce. 

Il picco delle funzioni corporee si raggiunga verso i 30 anni e poi si inizia con un lento ma continuo declino. Ma c’è una buona notizia: nonostante questo declino, la maggior parte delle funzioni rimane adeguata per molto tempo, perché molti organi sono in grado di soddisfare esigenze funzionali molto maggiori rispetto alle esigenze normali dell’organismo.

Per questo motivo infatti è possibile fare un trapianto di fegato o di rene, perché metà fegato o un rene bastano per svolgere la loro normale funzione.  

Inoltre altri organi non perdono molte cellule per via dell’invecchiamento, come il cervello.

In questo caso la perdita di cellule cerebrali è dovuto in gran parte da malattie come l’ictus, l’Alzheimer o il morbo di Parkinson. Per cui molti cambiamenti che si associano all’invecchiamento in realtà sono causati da disturbi cronici che hanno una maggior possibilità di svilupparsi con l’età avanzata.

Andiamo ora a vedere i cambiamenti principali in alcuni distretti corporei.

Pelle e capelli

Con l’età la pelle va incontro a modificazioni sia dovute all’invecchiamento sia alla eccessiva esposizione al sole. 

La pelle tende a diventare:

  • più sottile
  • meno elastica
  • più secca

L’esposizione alla luce del sole contribuisce alla formazione di rughe e macchie, oltre  a rendere la pelle più ruvida.

Lo strato adiposo che si trova sottocute si assottiglia, e questo riduce la protezione e il supporto della pelle, perché manca la parte che può ammortizzare urti, per questo la pelle può andare incontro più facilmente a lesioni. 

Quando questo strato adiposo si assottiglia la probabilità di sviluppare rughe aumenta perché manca la funzione di supporto e inoltre si riduce la tolleranza al freddo perché il grasso funziona da isolante termico… sì, abbiamo uno strato isolante di grasso proprio come le foche!

Inoltre il numero di terminazioni nervose diminuisce. Questo comporta una minore sensibilità al dolore, al calore e alla pressione. Sembra quasi un super potere, ma purtroppo questo fattore aumenta la probabilità di lesioni da decubito e scottature.

Per quanto riguarda i capelli, diventano grigi perché i follicoli piliferi producono una quantità minore di melanina, che li colora. Inoltre i capelli  diventano più sottili perché  il bulbo del capello riceve un minor apporto di ossigeno e sostanze nutritive

Sistema muscoloscheletrico

Le ossa tendono ad avere una minore densità, nei casi in cui questa perdita è più pronunciata si parla di osteoporosi. La densità ossea si riduce perché c’è una minor capacità di assorbimento del calcio. La minor densità ossea rende più probabile la comparsa di fratture.

La cartilagine si assottiglia, perché la percentuale di acqua che presenta diminuisce e ha un maggior rischio di danneggiarsi per lesioni ripetute nel tempo. In questo caso può insorgere l’artrosi, il secondo disturbo più comune tra gli anziani italiani.

I legamenti e i tendini diventano meno elastici, rendendoli maggiormente soggetti a strappi e di conseguenza le articolazioni diventano rigide e poco flessibili. 

Come anticipato, la massa e la forza muscolare, dopo essere arrivata al picco verso i 30 anni, continua a diminuire per il resto della vita. Questo comporta un minor equilibrio e un rischio di caduta più alto, perché tra i vari motivi,  i muscoli sono meno capaci di adattarsi velocemente a degli squilibri. 

Gli effetti dell’invecchiamento però influiscono solo sul 10-15% di questa perdita, la restante percentuale si può mantenere svolgendo regolare attività fisica. Infatti la maggior perdita muscolare nell’anziano avviene per malattie o periodi prolungati di inattività (magari dovuta proprio a qualche malattia). Per questo esistono molti anziani che mantengono prestazioni atletiche di tutto rispetto! 

Sistema cardiocircolatorio

Per quanto riguarda il cuore è difficile stabilire quali siano gli effetti diretti dell’invecchiamento e quali siano da imputare allo stile di vita. 

In linea generale, il cuore ed i vasi sanguigni diventano più rigidi. La rigidità comporta che il cuore si riempia di sangue più lentamente e che le arterie si possano espandere meno quando ricevono un flusso sanguigno maggiore. Questi due fattori tendono ad alzare la pressione arteriosa.

La differenza principale tra un cuore giovane e uno anziano compare principalmente sotto sforzo, infatti un cuore anziano accelera il battito cardiaco molto più lentamente, questo implica che sotto sforzo il cuore ha più difficoltà a mantenere il sangue ossigenato e diventa più difficile compiere gesti faticosi per un periodo di tempo prolungato

Anche in questo caso non eccedere con il fumo e l’alcool, avere una dieta equilibrata ed avere un’attività fisica costante aiutano enormemente a ridurre al minimo questi effetti.

Ti ricordo infatti che il cuore è un muscolo, ed in quanto tale si può allenare e migliorare la sua performance a qualsiasi età!

Sistema respiratorio

I cambiamenti principali a cui va incontro l’apparato respiratorio sono:

  • i polmoni diventano meno elastici
  • Diminuisce il numero di capillari e alveoli, che permettono lo scambio di gas
  • i muscoli utilizzati nella respirazione, diaframma e muscoli intercostali, diventano più deboli

Tutto questo riduce la capacità di ossigeno, ma non va ad incidere sulla vita quotidiana nei non fumatori o in persone non affette da malattie respiratorie. Questo difetto si percepiscono maggiormente durante lo sforzo fisico perché ad ogni inspirazione viene respirata una quantità di aria inferiore e i polmoni assorbono meno ossigeno

Inoltre i polmoni invecchiando diventano meno capaci a combattere le infezioni, in parte perché le cellule che portano via i microrganismi dalle vie aeree sono meno efficaci e in parte perchè la tosse diventa più debole.

Sistema nervoso

Con l’età le cellule nervose nel cervello diminuiscono. Ma visto che il cervello contiene più cellule di quante ne siano necessarie, ha due meccanismi che limitano i danni di questa perdita, infatti quando delle cellule vengono perse: 

  • Si possono formare nuovi collegamenti tra le cellule rimaste
  • Nuove cellule possono prendere il posto di quelle rimosse, anche durante la vecchiaia

Questo è il motivo per cui possiamo imparare cose nuove per tutto l’arco della nostra vita e anche perché è possibile recuperare almeno in parte delle funzioni perdute, nonostante si venga colpiti da malattie che fanno perdere molte cellule del cervello in un colpo solo, come l’ictus.

Nonostante il cervello abbia questa capacità incredibile, anche il sistema nervoso subisce dei cambiamenti dovuti all’età, ad esempio il flusso ematico del cervello tende a ridursi  e i nervi elaborano gli impulsi in maniera più lenta. Per questo gli anziani possono reagire e svolgere delle azioni in modo leggermente più lento, ma possono comunque portare a termine le loro attività con precisione. Una volta raggiunti i 70 anni alcune funzioni mentali possono calare lievemente, ed è considerato un cambiamento normale. Si riscontra principalmente:

  • Difficoltà a ricordare o a dire la parola giusta
  • Difficoltà nella memoria a breve termine
  • Difficoltà di concentrazione  
  • minore intervallo di attenzione
  • Difficoltà ad apprendere nuove nozioni

Ribadisco che questi cambiamenti sono lievi e fisiologici e non sono da confondere con i sintomi che precedono una diagnosi di demenza.

Durante l’invecchiamento (e anche prima) è normale mettere fuori posto le cose o dimenticare qualche dettaglio, mentre nella demenza non ci si ricorda interi eventi, fatti dati per scontati come l’anno o dove ci troviamo e si hanno anche delle difficoltà a svolgere attività nella vita di tutti i giorni come fare la spesa, cucinare o guidare.

La differenza tra questi due tipi di declino può essere simile all’inizio, ma poi la distinzione  tra demenza e invecchiamento normale diventa netta

Effetti ormonali

Anche gli ormoni cambiano e riducono il loro livello con l’invecchiamento. La diminuzione del loro livello può aiutare a spiegare dei cambiamenti che avvengono in altri sistemi del corpo umano.  Eccone alcuni:

  • Meno ormone della crescita e testosterone portano alla riduzione della massa muscolare. 
  • Meno estrogeni determinano, soprattutto nella donna in menopausa, una riduzione della densità ossea e può sfociare nella osteoporosi
  • Quantità minori di insulina, rende più lento il controllo dei livelli di zuccheri nel sangue e richiede più tempo per portare i livelli glicemici alla normalità. Questo aumenta il rischio di andare incontro al diabete di tipo 2. 

Indovinate quale è l’azione che possiamo svolgere già da ora per limitare tutti questi effetti? Esattamente, sto parlando proprio dell’esercizio fisico, che secondo gli studi scientifici rimane una medicina potentissima per contrastare gli effetti dell’invecchiamento!  

Vista e udito

Per quanto riguarda la vista, tutti sanno che la vista e l’udito peggiorano, ma come esattamente? Per quanto riguarda la vista i cambiamenti principali sono due:

    • La vista da vicino peggiora: Dopo i 40 anni di età è più probabile sviluppare la presbiopia, che è la difficoltà a mettere a fuoco oggetti più vicini di 60 cm. Questo avviene perché il cristallino con gli anni tende a irrigidirsi, rendendo la messa a fuoco più difficoltosa. Questo è un cambiamento ritenuto normale e colpisce quasi tutte le persone anziane. 
  • Difficoltà a vedere bene in penombra: Oltre a diventare più rigido, il cristallino tende anche ad essere meno trasparente, rendendo necessario una maggior quantità di luce che deve filtrare per arrivare sulle sensibili cellule della retina. Inoltre anche quest’ultima diventa meno sensibile agli stimoli luminosi. Il risultato è che serve una quantità maggiore di luce per non percepire un’immagine come scura. Un po’  come se avessimo una macchina fotografica sottoesposta.

Mentre per quanto riguarda l’udito i cambiamenti sono dovuti sia all’esposizione a forti rumori nel corso della propria vita sia all’avanzare dell’età.

  • Sentire i suoni acuti diventa sempre più difficile con il passare dell’età, vi ricordate le suonerie dei telefonini che possono essere sentite solo dai ragazzini sotto i 20 anni? Beh si basano proprio su questo punto.
  • Ci possono essere dei malfunzionamenti delle strutture interne dell’orecchio, frequenti a livello statistico, ma che non sono considerati un normale effetto dell’invecchiamento. Questi malfunzionamenti  vanno ad inficiare l’equilibrio o causano un ronzio costante nelle orecchie (tinnito). 

Ma eccoti una chicca che ho imparato lavorando in casa di riposo: più che la perdita di udito in generale le persone anziane tendono a far fatica a distinguere le parole, anche se gli si parla a voce alta.

Ma perché? La risposta è semplice: la maggior parte delle consonanti a un suono acuto, mentre le vocali hanno dei suoni più bassi e sono più comprensibili. Se togliamo gli acuti delle consonanti e lasciamo solo le vocali, beh… la maggior parte delle frasi dette diventano incomprensibili!

Per questo quando si parla con un anziano, invece di parlare semplicemente a voce più alta, prova a scandire le consonanti in modo più chiaro. 

Gusto e olfatto

In genere, nei cinquantenni, i sensi del gusto e dell’olfatto cominciano a diminuire gradualmente per questi fattori: 

  • Le papille gustative diminuiscono
  • La bocca diventa più secca per minore secrezione di saliva, rendendo il cibo meno godibile
  • Le terminazioni nervose all’interno del naso diminuiscono
  • La deglutizione, che richiede il coordinamento di molte strutture, può diventare più laboriosa
  • masticare può essere più difficile a causa della perdita dei denti o per la mancanza di forza nei muscoli mascellari

Per quanto riguarda la perdita dei denti, entrano in gioco principalmente due fattori: il fatto che le gengive si ritirano e che lo smalto tende a diminuire.

Questi cambiamenti, insieme alla bocca secca, rendono i denti più suscettibili alla corrosione e alle carie, rendendo più probabile la perdita dei denti. Va però ricordato che mantenere una buona igiene orale aiuta ad avere denti sani e diminuisce la probabilità di caduta dei denti. 

Conclusione

Esiste un invecchiamento “normale”?

Quelli che ti ho mostrato sono solo alcuni dei molti cambiamenti che il corpo umano va incontro con l’avanzare dell’età. Come abbiamo visto, ognuno invecchia un po’ a modo suo, ma ci sono cambiamenti che sono inevitabili e altri che invece sono comuni ma che è possibile evitare o ridurre.

Quello che deve passare è che alcuni cambiamenti sono considerati normali e bisogna aspettarseli. 

Ad esempio, il cristallino con l’avanzare dell’età tende a irrigidirsi e perde la capacità di mettere a fuoco gli oggetti vicini. Questo cambiamento c’è praticamente in tutti gli anziani. Anche la perdita di tessuto muscolare è un processo naturale dell’invecchiamento, ma può essere enormemente rallentato e compensato a seconda delle abitudini del proprio stile di vita: chi  ha mantenuto uno stile di vita attivo ha una perdita di muscolo minore rispetto a chi ha avuto uno stile di vita sedentario.

Ovviamente è un discorso statistico, ma chi ha mantenuto un buon livello di attività ha una perdita muscolare media minore rispetto a chi non lo fa. Non si parla solo di esercizi e sport, ma bastano anche abitudini come il camminare almeno una volta al giorno, fare sempre le scale o compiere attività che ti divertono e che richiedono movimento, come il ballo.  

Come invecchiare mantenendo la propria salute

Se vuoi rallentare il tuo invecchiamento biologico e mantenere una buona salute fisica e mentale devi sviluppare uno stile di vita salutare che è composto da varie abitudini salutari. Ho scritto un intero articolo a riguardo, che ti consiglio di approfondire. In breve, alcune delle abitudini salutari sono: 

  • Fare esercizio fisico regolare
  • Dieta equilibrata e varia
  • Dormire adeguatamente
  • Avere delle relazioni positive e delle connessioni sociali
  • Impegnarsi in attività mentalmente stimolanti
  • Mantenere una buona igiene personale
  • Evitare sostanze dannose come tabacco, alcol o droghe.

Quanto prima si sviluppano queste abitudini, meglio è. Ma la cosa bella è che non è mai troppo tardi per iniziare! 

Spunti di riflessione

Spero di averti dato una visione chiara su cosa puoi aspettarti da un invecchiamento “sano” e a non temere gli effetti che il tempo ha sul nostro corpo. Prendi un foglio o un quaderno o un documento vuoto del tuo pc e prova a rispondere alle domande che ti farò. Puoi usarle come spunto per crescere e per pensare a come utilizzare le informazioni che hai imparato. 

  • Senti che la tua età cronologica è uguale a quella che senti dentro di te? 
  • Cosa puoi fare per sentirti giovane nel corpo ma anche nella mente?
  • Quali cambiamenti ti spaventano di più? Sono modificabili dallo stile di vita?

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Fonti

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